24/07/2012

Napoli senza pudore

Napoli eterna, Napoli incantata, Napoli cattiva. Napoli come un'incomprensibile contaddizione, eppure bella da togliere il fiato. Come una donna che, incurante dei passanti, trova nella strada il suo palcoscenico e inizia a ballare, come fosse invasata. Senza sosta, senza pudore.

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Ma la Napoli contemporanea non basta da sola: va rivista e rielaborata in ottica internazionale, fondendo e confondendo le sue tradizioni con quelle del mondo lì fuori... che non è poi così lontano!

La Tela di Parthenope, in scena il 30 luglio nel cortile del Maschio Angioino, è il risultato di uno scambio culturale che ha visto la collaborazione artistica fra Italia, Portogallo, Slovacchia, Belgio, Slovenia, Russia, Australia e Giappone. Diciotto artisti di diverse nazionalità rappresentano sul palcoscenico l'incontro tra la loro cultura d’origine e la scoperta di Napoli, ripercorrendo storia, tradizioni e folklore della 'capitale partenopea'.

E come si riprendono elementi storico-leggendari della bella Neapolis, così il ballo (accompagnato da musica dal vivo, canto e parti recitative) evolve le sue forme, fino a raggiungere i caratteri della danza contemporanea.

Maria Giulia Fiorino, giovane regista e coreografa napoletana, tenta con la Macaroni Company la wagneriana impresa di 'opera d'arte totale': la fusione dei vari sensi in un'unica esperienza totalizzante.
Emancipandosi dai generi, l'arte cerca di accerchiare completamente lo spettatore utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione, creando uno spettacolo vivace e multicolore accessibile ad un pubblico di qualsiasi provenienza ed età.



Nell'ambito della rassegna 'Estate a Napoli 2012'
con il patrocinio morale del Comune di Napoli

la Macaroni Company - compagnia d'artisti provenienti da 8 paesi
presenta
LA TELA DI PARTHENOPE
spettacolo di musica, danza, teatro e arte multimediale
regia di Maria Giulia Fiorino

lunedì 30 luglio 2012 - ore 21.00
Maschio Angioino

Ingresso intero: euro 10
Ingresso ridotto: euro 5


Ideatrice, regista e direttore della coreografia:
MARIA GIULIA FIORINO (Napoli, ITALIA)

Performer:
ANNA KURODA (GIAPPONE)
LIYA GUSEYN-ZADE (RUSSIA)
LANDER PATRICK DE ANDRADE (PORTOGALLO)
JONAS EMANUEL SILVA LOPES (PORTOGALLO)
ELDA MARIA GALLO (ITALIA)
KEI MIMAKIOVÀ (SLOVACCHIA)
MERCEDES DASSY (BELGIO)
FILIPPO MICILLO (ITALIA)

Performer / sceneggiatrice:
ARIANNA PIATTELLI (ITALIA)

Musicisti
JERCA NOVAK (SLOVENIA)
VINCENZO RACIOPPI ( ITALIA)
ANTONINO ANASTASIA (ITALIA)
LUIGI NAPOLITANO (ITALIA)
MARCELLO SQUILLANTE (ITALIA)
MICHELANGELO NUSCO (ITALIA)

Scenografi:
FILIPPO MICILLO (ITALIA)

Artisti multimediali:
DAVID KIRKPATRICK (AUSTRALIA)

02/06/2012

L'altro luogo di Antony Gormley

 
antony gormley,another place,seftonLe figure create dal famoso scultore contemporaneo Antony Gormley, pur avendo una sagoma umana, si dispongono in una dimensione spaziale che richiama l’oltre, orientate da uno sguardo che trascende il piano strettamente anatomico-temporale.
 
Nonostante la loro monumentalità richiamano l’idea del vuoto al quale solo temporaneamente si sottraggono e spingono a cercare un’essenza che travalica la loro materica costruzione.
 
Stanno in loco e al contempo altrove: forme di confine tra passato e futuro, memoria e trasformazione. Ferme ma inquiete. Presenti eppure estranee. Metafore d’una ricerca di senso in continua ridefinizione.
 
Ne derivano installazioni singolari ed altamente evocative, sempre sulla soglia dell’irreale, come quella intitolata Another Place, esposta per la prima volta nel 1997 sulla spiaggia di Cuxhaven in Germania e successivamente a Stavenger in Norvegia e De Panne in Belgio.

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“Another Place” statues by artist Antony Gormley on Crosby
Beach, Merseyside, England (© Neale Clarke/age fotostock)

L’ultima, eretta nel 2006 a Crosby Beach nella contea inglese di Merseyside, è divenuta poi permanente dopo una controversa decisione del locale Consiglio metropolitano di Sefton.

Sono cento statue di ghisa diffuse su un lembo di spiaggia lungo circa tre chilometri. Ognuna è alta 1,9 metri e pesa più di 600 chili.

Quotidianamente vengono sommerse dalle acque e riemergono secondo il flusso della marea.
 

12/05/2012

"Forgettable" ovvero il Cole che nessuno conosce

di Coitadinho

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Ecco cosa capita a nascere fratello d’un divo del calibro di Nat King Cole, uno dei più grandi crooner del romanticismo americano… Come “dimenticare” la sua “Unforgettable”?

Grandissimo successo! L’ha riregistrata nel ’91 anche la figlia Natalie, in duetto col papà, che però era già passato a miglior vita (diavolerie degli studios, ti fanno risuscitare i morti). 

 

Be’, il povero Freddy Cole – ottimo jazz singer, nomination al Grammy Award (che è il premio Oscar per la musica), iscritto tra gli Steinway Artists, ma comunque meno noto persino della nipote Natalie – è stato nel 2006 il soggetto del documentario titolato “Il Cole che nessuno conosce” (The Cole Nobody Knows) e, ad evitare equivoci, gli tocca introdurre le proprie serate cantando “I’m Not My Brother, I’m Me” (non sono mio fratello, sono io).