08/11/2011
Concha Bonita
Si tratta di un insolito spettacolo, a metà tra la fiaba e la commedia, in cui si mescolano scapigliate stravaganze e frivolezze da avanspettacolo, eccellentemente sostenute dalla solida base orchestrale.
Un divertissement che, sulla scia di un concerto recitato, affronta il delicato tema della sessualità e dell’omosessualità, attraverso un variegato percorso musicale: dal rock al tango, dal melodramma alla rumba, dalla zarzuela al mambo.
L’avvincente trama, ricca di colpi di scena, racconta le vicende della protagonista Concha, una vistosa signora di Buenos Aires, il cui nome era un tempo Pablo, costretta dalla sorte a fare i conti con un passato presentatosi nella vesti di una figlia concepita quando era ancora uomo.
Perfetta, per la brillante e ironica sceneggiatura di Alfredo Arias e Renè de Ceccatty, la controparte musicale in cui s’alternano e congiungono la vena malinconica e quella umoristica tipicamente piovanesche.
La versione italiana dell’opéra-comique è stata curata dallo stesso Piovani con l’immancabile ausilio di Vincenzo Cerami e di cui esiste anche una versione discografica.
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